Un altro mondo.

Il mio viaggio non è proprio iniziato nel migliore dei modi, sono partito con 3 ore di ritardo per via della rottura di una delle due turbine dell’aereo.
Comunque alla fine sono riuscito, (dopo 14 ore), ad arrivare a Narita, l’aeroporto di Tokyo.
Per raggiungere il centro della capitale in poco tempo ci sono due metodi economici, il N’ex ( che offre un interessante pacchetto con la Suica), e lo Skyliner.
Con il primo treno raggiungerete in poco più di 40min la stazione centrale di Tokyo, mentre il secondo treno vi porterà a Nippori e a Ueno.

La mia scuola si trova a Nippori, situata nel quartiere di Akihabara.
Ecco quello che ho visto appena messo piede in strada:

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La mia passeggiata di oggi è partita da Nippori, e ho percorso un anello che comprende lo Yanaka Bochi e il parco di Ueno.

Lo Yanaka Bochi è un cimitero, ove riposano Yoshinobu Tokugawa (1837-1913), ultimo shogun, e lo scrittore Natsume Soseki (1867-1916).
Sul lato Nord si trova il tempio Tenno-ji e il suo grande Buddha di rame.

Yanaka Bochi
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Tempio Tenno-ji
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Tra lo Yanaka Bochi e il parco di Ueno, mi sono imbattuto in un tempio: il Kan-Eiji, il tempio della famiglia Tokugawa, successore dello shogunato a Edo.
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Nel giardino del tempio si trova un piccolo altare al monaco buddista Ryoo.
Ryoo visse nei primi anni del periodo Edo, e sviluppo diversi farmaci per curare molte malattie, egli spendeva tutti i suoi soldi per dare aiuto alle persone sofferenti.

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Arrivato al parco di Ueno dalla parte nord, il primo edificio che si può incontrare è il Tokyo National Museum

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All’interno del parco sono presenti altri musei, come il Metropolitan Art Museum, il National Museum of Western Art, e l’Edo Shitamachi Museum.

Nello Shitamachi Museum potrete ritornare nella città bassa (Shitamachi: 下 shita = sotto, 町 machi= città), un quartiere popolare scomparso dopo la guerra.
All’interno di questo museo è stata ricreata la vita quotidiana dell’antica Tokyo, quando si chiamava ancora Edo. Tra le ricostruzioni esposte si possono vedere un negozio di dolciumi, la casa e la bottega di un calderaio e un’abitazione popolare tipica.
I visitatori possono cimentarsi in vari giochi o indossare abiti d’epoca.

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Oltre ai musei, nel parco troviamo il Toshogu Jinja.
Una porta in stile cinese, ornata da dragoni scolpiti, immette in questo santuario shintoista (del 1651), risparmiato dagli eventi della storia, dedicato allo shogun Tokugawa Ieyasu.
Il sontuoso Honden, sai muri dorati e laccati, è visitabile.

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Più in la si trova il Kiyomizu Kannon-do.
Questo tempio è stato costruito nel 1631 dal monaco buddista Tenkai Sojo, egli era il fondatore del tempio Kan-Eiji, che seguiva il modello del tempio Kyomizu-dera di Kyoto.

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Al fondo del parco di Ueno, c’è un enorme stagno diviso in te parti, tutto ricoperto di ninfee, e al suo centro su un isolotto si trova il tempio Benten-Do.

Accanto all’ingresso meridionale del parco, si trova questa insolita statua di un samurai che porta a spasso il suo cane.
Dopo l’iniziale sostegno alla restaurazione Meiji, Saigō Takamori finì per osteggiarla ponendo fine alla sua vita con il suicidio rituale. La svolta ideologica di Takamori si verificò dopo che il governo Meiji ebbe revocato i poteri alla classe militare, cui egli apparteneva.
Pur avendo svolto un ruolo fondamentale nella restaurazione Meiji del 1868, nel decennio successivo, in un clima di insoddisfazione e malcontento crescenti (soprattutto alla classe samuraica, che nel nuovo assetto vedeva traditi i propri ideali), Saigō Takamori ritornò sui suoi passi e assunse la guida della sfortunata rivolta di Satsuma, nel 1877. Nel corso della ribellione popolare il magnifico castelli di kumamoto fu dato alle fiamme e, quando la sconfitta apparve certa, Saigō si ritirò a Kagoshima e eseguì il seppuku ( suicidio rituale per sventramento).
Nonostante la sua fama da eroe e di traditore della restaurazione Meiji, Saigō rimane una figura centrale della storia giapponese.
I suoi lineamenti squadrati e la corporatura massiccia sono immediatamente riconoscibili nella famosa statua di Kagoshima e in quella del parco di Ueno.
Entrambe le città hanno dedicato al murai un museo commemorativo.
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Oggi sono andato fino alla stazione di Tokyo centrale, ( usando la yamanote line dopo 6 fermate sono arrivato).
Questa è la zona di Ginza, Imperial Palace e Maronouchi.
La stazione di Tokyo mi ha ricordato molto l’architettura di una stazione europea, costruita con i suoi mattoni rossi a vista, e le finestre bordate di marmo bianco.
A prima vista sembra di essere finiti a New York, davanti alla stazione si stagliano altissimi grattacieli in vetro o in pietra, e poco più in la, ci si può reimmergere nel Giappone di un tempo visitando il parco imperiale, nonché residenza estiva della famiglia reale.
Il Palazzo Imperiale, (ricostruito nel 1968), protetto da mura del XVI sec., cinto da fossati e nascosto in parco, apre al popolo solo due giorni all’anno!
Negli altri giorni la folla converge verso l’emblematico Nijubashi, ponte di pietra del 1888 per poi fare una passeggiata o un picnic nel giardino est (東ぎょえん, higashi ghyoen).
Un tempo vi sorgeva il castello di Edo, imprendibile fortezza degli shogun dal 1619 al 1868.
Attorno al parco ci sono diversi musei, come l’Idemitsu Museum of arts, il Tokyo International Forum,
Il MOMAT .

La stazione di Tokyo:

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Ci avviciniamo all’ingresso del parco:

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Il Nijubashi dori e in lontananza il castello imperiale:
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Un edificio all’interno del parco:
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Le mura di cinta e il fossato:

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Oltrepassato il parco, ci si imbatte nello Yasukuni-jinja, un santuario shintoista fondato nel 1869 , che onora i kami (spiriti) di 2,5 milioni di giapponesi morti per la loro patria.
Un luogo molto controverso giacche onora anche il generale Tojo (capo del governo dal 1914 al 1944) e altri 13 criminali di guerra.
Ogni visita di un Primo ministro in questo feudo nazionalista scatena notevoli polemiche in Giappone e in tutta l’Asia.
Sul viale di accesso al tempio sono presenti due imponenti torii e nel cortile c’è un palcoscenico per il teatro Nho.

Torii sul viale di ingresso:

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L’ingresso del tempio:

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Il tempio:

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Dal cortile del tempio si ha accesso allo Yushukan, un vasto museo nel recinto di Yasukuni. È dedicato alla storia militare del Giappone, dall’epoca dei samurai a quella dei kamikaze.

L’ingresso:

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2 thoughts on “Un altro mondo.

  1. Ciao Ermanno,

    Le tue foto sono molto belle e, come capita alle foto belle, producono la magia di catturare l’essenza più intima delle cose che ritraggono.
    Ritrovo dentro le tue immagini il Giappone che conosco, che ricordo, che tanto amo, che – mi sembra – ancora oggi sia un privilegio per pochi. E non sto parlando di una questione economica. Ancora a pochi oggi viene la voglia di sollevare il velo degli stereotipi che spesso avvolgono questo paese e la sua immensa cultura, di capire e apprezzare le contraddizioni, che proprio in questa diversità trova la sua qualità più vera.
    E naturalmente amplificano il mio desiderio di ritornarvi … ma succederà 🙂 … è quasi ora dopo tanti anni …
    Seguirò certamente il tuo blog e, se qualche volta ti viene voglia di mandarmi una mail, dove mi parli anche della tua quotidianità, della scuola, del tuo rapporto con i nuovi amici che incontrerai, mi farai piacere.

    Buona continuazione. Patrizia

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